18/02/2014 - EIGE incontra le Università

L’EIGE incontra le Università

18 febbraio 2014

Laura Moschini

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Situazione italiana

Global Gender Gap Index (a cura del World Economic Forum) che dal 2006 misura i gap tra uomini e donne per quanto riguarda i livelli di:

•Partecipazione economica e opportunità - rispetto agli stipendi, livelli di partecipazione e accesso ai posti altamente qualificati di lavoro

•Salute e la sopravvivenza - i risultati sull'aspettativa di vita e di salute

•istruzione (tasso di alfabetizzazione e percentuale di ammissione in istituti superiori o università),

•empowerment politico (numero di donne impiegate in incarichi politici o di governo).

•L’ Italia  nel 2013 è al 71° posto su 136 Paesi [1], era all’80° nel 2012 e al 67° nel 2008

Cause del ritardo italiano

•Nonostante impegni presi a livello internazionale e nazionale fin dal 1957 con la firma del Trattato di Roma istitutivo della CEE, per arrivare alla Piattaforma di Pechino (1995) e ai  Programmi d’azione europei, l’Italia non ha mai investito in modo convinto sulle donne e sulle loro capacità e competenze realizzando politiche efficaci per le P.O. attraverso i fondi messi a disposizione dell’Europa per produrre condizioni di Pari Opportunità e realizzare il Gender Mainstreaming[2].

•non esiste in Italia un vero Ministero con “portafoglio” per promuovere le P.O. tra uomini e donne

•in Italia esistono sempre altre “priorità” e urgenze e le risorse destinate alle politiche di genere sono risorse minime se non residuali

•Motivi economiciche nascondono motivi culturali dovuti alla persistenza di stereotipi e modelli tradizionali di ruoli e al desiderio di mantenere un tranquillizzante status quo che impedisce di“vedere” i progressi economici e sociali nei Paesi che hanno investito nelle Pari Opportunità in termini di democrazia, di benessere e qualità della vita, di progresso economico.

•Esistono resistenze ad utilizzare il termine Genere anche perché non se ne conosce il significato, come non si conosce il significato di Gender Mainstreaming.

•Si attribuisce al termine Gender una valenza spesso legata all’ambito biologico, sessuale (spesso omosessuale o trans-gender) che non corrisponde al significato comunemente adottato di:

•categoria relazionale che dagli anni ‘80 indica in che modo le relazioni tra i sessi abbiano generato nel corso dei secoli modelli e ruoli sessuali[3]. In sostanza in che modo si sia costruita nei secoli l’idea di uomo e di donna, non dal punto di vista biologico, ma sociale.

Cultura-Università

•Protocollo d’intesa tra DPO-MIUR del 15/6/2011 e Protocollo d’intesa del DPO-MIUR del 31/1/2013 per la diffusione della cultura di genere

•Ma esistono solo:

•Rari Master universitari in Pari Opportunità e studi di genere (4? di cui uno da 12 anni a Roma Tre)

•Rari Dottorati di ricerca (3? uno a Roma Tre)

•Rari insegnamenti sugli studi di genere e rarissimi corsi interdisciplinari (? 1 negli anni passati a Roma Tre)

•Nessun Settore Scientifico Disciplinare sulle competenze di Genere

Pochi corsi a personale docente della scuola

Nonostante ciò:

Sono stati prodotti studi e ricerche rilevanti a livello nazionale ed internazionale e partecipazione a numerosi progetti Europei ed internazionali maesiste scarso collegamento tra: istituzioni centrali e università, tra le università stesse e i centri di ricerca, tra università e centri di formazione.

Alcune iniziative realizzate

•Il GIO-Osservatorio Interuniversitario studi di Genere è stato istituito nel 2009 e riunisce per ora le Università Sapienza, Roma Tre, Tor Vergata, Foro Italico con la finalità di favorire la diffusione di studi e ricerche e creare scambi e sinergie per incentivare le Istituzioni a coordinarsi con le Università e i Centri di ricerca per un progresso sociale ed economico intelligente, inclusivo, sostenibile, equo e democratico.

Attività di GIO: convegni, seminari, protocolli con Istituzioni, Università e centri di ricerca, corsi per docenti, partecipazione a Progetti europei

•per l’EIGE il GIO ha collaborato alla Raccolta di strumenti, metodi, buone pratiche nei 28 Paesi della UE per la costituzione di una banca dati sulla Violenza domestica (www.eige.eu)

•Per produrre un vero cambiamento occorre volontà politica:

Tavolo MIUR – DPO su Donne e ricerca scientifica Tavoli di concertazione composti da esperti nazionali provenienti da altri Ministeri, dalle Università, Centri di ricerca e società civile, creati con lo scopo di individuare azioni concrete per promuovere le pari opportunità nella scienza e nella ricerca

Scuola Europea del Management del Gender Mainstreaming nata dai Tavoli di concertazione MIUR-DPO

•Finalità: attraverso le azioni formative promosse dalla Scuola si intende far acquisire a tutti i soggetti decisori, ad ogni livello e in ogni ambito di responsabilità “ la verifica della sostenibilità di genere" di un’azione (Univ.di Camerino, 10-11 settembre 2012).

Altre attività del GIO a livello di istituzioni nazionali:

•Giornata seminariale per Dirigenti del MIUR e Centri di ricerca sul Gender Mainstreaming (MIUR 23 ottobre 2013)

•Formazione per Dirigenti e CUG del MISE sulle politiche economiche di Genere e il Gender Mainstreaming (febbraio-giugno 2013)

In sintesi

•A livello centrale: •Il ritardo italiano nel GE è causato dall’assenza di politiche sistematiche e coordinate a livello centrale che sappiano fornire linee di indirizzo in ottemperanza agli impegni presi e alle indicazioni Europee.

In ambito Universitario: •Mancando il Settore Scientifico Disciplinare mancano conseguentemente insegnamenti, Corsi di laurea, Master, Dottorati centrati sul genere per cui l’istruzione e la formazione in ottica di genere continuano ad essere messe in atto da persone di buona volontà, spesso però con una formazione non adeguata.

Proposta: il Governo come i leader di Università e centri di ricerca dovrebbero finalmente capire i vantaggi di un approccio di genere: la formazione obbligatoria e “tagliata su misura” per tutti i decisori pubblici, potrebbe essere un buon punto di partenza!

Conclusioni

Spero che grazie all’EIGE utilizzeremo le risorse nazionali ed europee per il progresso sociale ed economico, a partire dalla Gender Equality come fattore di democrazia, ma anche di innovatività e creatività. In una società inclusiva ed intelligente, obiettivo Europa 2020, l’intelligenza può consentire di capire che esistono in ogni scienza punti di vista diversi da quelli oggi egemoni e tarati su logiche di “mercato” e su un concetto di società astratta e neutra, punti di vista diversi che considerano prioritario il benessere e la qualità della vita di tutta la popolazione senza esclusioni a partire dall’equità e dalla giustizia sociale ed economica.


[1] La risalita dell’Italia è dovuta all’aumento delle donne elette in Parlamento, http://www.weforum.org/issues/global-gender-gap

[2] <<Gender Mainstreaming is the (re)organization, improvement, development and evaluation of policy processes, so that a gender equality perspective is incorporated in all policies at all levels and at all stages, by the actors normally involved in policy making>> in: Good practices in Gender Mainstreaming. Toward Effective Gender Training, EIGE-European Institute for Gender Equality, 2011

[3] Cfr. J.W.Scott

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