F. Brezzi - Parlare no è mai neutro

Intervento di Francesca Brezzi al corso di formazione "Che genere di notizia: stereotipi di genere nell'informazione. Linguaggio e deontologia"

Parlare non è mai neutro: differenze di pensiero, differenze di linguaggio (abstract)

“Come dire l'altro (il femminile) senza sottomettersi all'uno? e perché il femminile non si è ancora dato un linguaggio pur essendo "riserva di senso e follia del discorso"? Così Luce Irigaray con la consueta suggestione esprime e manifesta un grave problema del pensiero occidentale : la mancanza di parola della donna, l’assenza del femminile nel linguaggio. Questa è la cornice più generale del tema specifico che dobbiamo trattare.
Il tema di oggi potrebbe essere definito come indagine intorno alla rappresentazione della donna nei media, oppure e di seguito la ricerca delle parole della parità oltre gli stereotipi ed è tema attuale , urgente.
Importanza di questo corso .
Qualche premessa generale: 1) assunzione del linguaggio a questione primaria ed essenziale non solo in filosofia, ma nelle scienze umane in genere, da cui deriva:
• necessità di riflettere:
• sul rapporto linguaggio -pensiero,
• rapporto linguaggio -realtà, (contenuti)
• linguaggio con se stesso
• l’uso del linguaggio riflette e influenza il nostro modo di pensare e agire e viceversa.

Quindi il linguaggio può essere - e di fatto è- mezzo e espressione del pregiudizio e della discriminazione

2) Linguaggio e pensiero femminile: Il nesso è problematico perché il pensiero femminile è una messa in questione, o in crisi, comunque un'interrogazione di (o su) quel linguaggio, è la ricerca di una trama diversa( o nascosta) di quella tessitura linguistica codificata
• come si è costituito il tessuto omogeneo che amalgama le differenze uomo-donna?
• Perché si è costituito un linguaggio universale, cosiddetto neutro, di fatto maschile ?
• Come questo diventa linguaggio discriminatorio?

Linguaggio discriminatorio, linguaggio sessista, e relativi stereotipi

Storia di questa problematica

Si è realizzata una vera e propria violenza simbolica nei linguaggi con l’uso di segni linguistici arbitrari, per esempio l’adozione del neutro, cioè l’assunzione di un a priori arbitrario, di un universale fittizio di fatto maschile, cioè la prospettiva maschile come rappresentazione del genere umano.

Parlare non è mai neutro: lo stereotipo, e quello di genere in particolare, è determinante nella autorappresentazione identitaria dei singoli e nella visione cognitiva interrelazionale

Necessità di un linguaggio sessuato: chiarimenti e buone prassi.
Dinamicità del linguaggio: attuare una “ermeneutica femminista del sospetto, cioè decostruire, smascherare questo ‘velo’ che copre la nostra società.

Adrienne Rich: “ L’atto di ri-guardare, di vedere con occhi nuovi, di guardare un testo vecchio da una nuova prospettiva critica, per le donne è più che un capitolo nella storia culturale: è un atto di sopravvivenza”

Pars construens: necessità di formare nuove figure professionali operanti nel campo della istruzione, della formazione, dell’editoria, delle professioni legate ai mass media, alla comunicazione, alle risorse umane per consentire a donne e uomini di comprendere il valore delle capacità individuali, a prescindere dal sesso o dalle altre differenze, ma senza dimenticarle.

Assunzione di parola e soprattutto di parola singolare ed insostituibile

Etica della comunicazione cioè cogliere e analizzare criticamente i principali temi e problemi etici che, nella società attuale, sono implicati esplicitamente o implicitamente nella comunicazione linguistica (interpersonale e di massa), in vista della riflessione sui possibili principi e codici di comportamento più validi.

Una comunicazione fra individui liberi e razionali, ma sessuati, è quindi rilevante la concezione del corpo fatta propria dal femminismo.

La nostra comunicazione deve essere improntata all'universalismo della differenza e non un universalismo dell'omologazione: il primo deve essere in grado di accogliere anche l'ospite più inatteso. In ciò consista la nuova frontiera dell'etica della comunicazione nell'età della scienza e della tecnica.
Conclusione : a) farsi soggetto nel linguaggio, b) abitare il mondo.

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